Ogni tecnica di chirurgia plastica, anche la più standardizzata, viene solitamente modificata in parte o comunque personalizzata dal chirurgo plastico soprattutto se questi vanta anni di esperienza nel settore ed è quindi capace di apportare migliorie alla metodica di intervento originale. Questo perché se il chirurgo è qualificato e preparato, non avrà paura di modificare quelle che sono le imperfezioni di un intervento rendendolo in molti casi anche più pratico in base a quelle che sono le sue osservazioni sul campo. Anche nel caso di un intervento ormai classico come la Liposuzione non sono mancate negli anni le modifiche apportate dai professionisti: una serie di accorgimenti in molti casi apparentemente banali che hanno ottenuto come effetto quello di rendere l’operazione ormai totalmente sicura ed efficace in modi strabilianti. Una di queste riguarda la posizione in cui viene eseguita la Liposuzione. Secondo Arpad Fischer, il papà della Liposuzione, quando il chirurgo è chiamato a “lavorare” sui depositi di adipe di un paziente, deve tenere in debito conto la variabile costituita dalla forza di gravità. Ossia il modo in cui il grasso effettivamente ricade una volta che il paziente si trova posizione eretta. Questo perché esiste una notevole differenza tra come accumuli di grasso e masse muscolari appaiono quando si è in piedi (queste ultime risultano contratte), rispetto a quando si è sdraiati (le suddette masse risultano rilassate). Tale considerazione ha aperto la strada alla sperimentazione di diversi lettini, creati proprio con lo scopo di consentire un intervento di Liposcultura sia sul paziente sdraiato che in posizione eretta. Inizialmente, come è logico supporre, si è andati un po’ per tentativi, creando diversi tipi di supporti mobili e reclinabili e assicurando ad esempio il paziente allo schienale attraverso dei bracciali di protezioni e cavigliere che nel tempo sono stati sostituiti da altri tipi di legature come giubbotti di salvataggio e imbracature più o meno comode. Oggi si utilizza un tubolare di gommapiume che serve a dare stabilità in modo comodo al paziente che poggia i piedi su una pedana rotante. Il lettino, ruotando su sé stesso, permette di assumere diverse inclinazioni che consentono al chirurgo di vedere il corpo del paziente a diverse inclinazioni, rendendosi così conto senza ombra di dubbio in che modo si modificano le fasce muscolari e gli accumuli di grasso del corpo. Naturalmente il paziente riceve un’anestesia locale seguita da una sedazione modulare prima dell’inizio dell’intervento stesso. Il chirurgo, una volta assicurato il paziente, disegnerà sul suo corpo le fasce e le zone in cui si rende necessario intervenire per poter avere un quadro generale più completo e privo di future sorprese. Anche se non praticata da tutti, in quanto spesso anni e anni di esperienza rendono il chirurgo abbastanza sicuro nelle sue scelte, questa metodica permette numerosi vantaggi. Il più importante è che consente di riconoscere i cosiddetti falsi accumuli di grasso, ovvero quei rigonfiamenti che possono crearsi solo in determinate posizione ma che di fatto non sono causati da eccesso di adipe. Oltre che evitare che per errore si vadano a compromettere delle masse muscolari posizionate in profondità scambiandole per qualcos’altro: un errore non comune per fortuna, ma che qualche volta è stato commesso. Per il resto, nonostante la posizione all’inpiedi, il paziente non prova particolare stress o stanchezza durante l’intervento né alla fine di esso e il decorso post operatorio è lo stesso di una qualsiasi operazione di Liposcultura.