Quanto dura la rinoplastica?

La rinoplastica ha una durata variabile a seconda della difficoltà specifica della modellazione richiesta. In realtà esistono diversi tipi di rinoplastica e diverse tecniche chirurgiche. In alcuni casi lo scopo non è quello di modellare una struttura anatomica intatta, ma di correggere una piramide anatomica già modificata da un intervento con risultati insoddisfacenti. A volte sono eventi traumatici che spostano il naso o lo cambiano in modo asimmetrico. In questi casi l’intervento di rinoplastica può essere molto più complesso e di conseguenza molto più lungo di una semplice rinoplastica.

Durata della rinoplastica a causa della complessità chirurgica

Durata dell’intervento
Rinoplastica semplice 20/30 minuti
Rinoplastica complessa 30/40 minuti
Rinoplastica 40/50 minuti
Rinoplastica post trauma 40/100 minuti
Rinoplastica secondaria 40/100 minuti

La rinoplastica è un intervento chirurgico che permette di ripristinare il suo rapporto con la forma del naso, le sue dimensioni, e correggere alcuni problemi legati a difficoltà respiratorie, siano esse congenite o dovute a traumi.

Quanto tempo dura un intervento al naso?

La durata della rinoplastica dipende non solo dalla difficoltà specifica del caso, ma anche dall’abilità chirurgica del chirurgo. Inoltre, va fatta una distinzione tra la durata dell’atto chirurgico in senso stretto in relazione alla permanenza del paziente in sala operatoria per la preparazione e il successivo bendaggio.

La semplice correzione del naso (procedura chirurgica) richiede dai 20 ai 30 minuti. La permanenza in sala operatoria, invece, è di circa 60 minuti. Tuttavia, il paziente sottoposto a sedazione endovenosa profonda non è vigile.

Laser ablativo frazionato nel trattamento delle cicatrici

I trattamenti laser sono sempre più utilizzati nel trattamento di cicatrici da traumi o ustioni, grazie all’ampliamento delle conoscenze e dell’esperienza sulla reattività dei tessuti sottoposti a laserterapia per consolidare l’utilizzo di queste tecnologie, che fino a pochi anni fa erano troppo poche in questo zona sono stati utilizzati.

Interessante l’utilizzo di diversi tipi di laser a seconda del tipo di cicatrice, dal trattamento con laser vascolari per le cicatrici eritematose all’uso di laser frazionati per le cicatrici ipertrofiche o atrofiche. Per la prima volta, sulla base delle evidenze cliniche disponibili, viene proposto un algoritmo per il trattamento delle cicatrici con i diversi tipi di laser, che è adatto a migliorare le cicatrici e identifica gli ulteriori passaggi in base all’andamento della cicatrice del singolo caso.

Combinazioni di chirurgia e terapia laser con laser frazionato ablativo

Le ustioni o le cicatrici da trauma grave causano morbilità in milioni di persone e compromettono la loro qualità di vita attraverso gravi macchie della pelle, disturbi come dolore, bruciore o prurito e mobilità ridotta.

La chirurgia è un pilastro nel trattamento delle cicatrici caratterizzate da contrazione dei tessuti, ma può essere associata a un’ulteriore morbilità del paziente e allo sviluppo di altri esiti cicatriziali; inoltre, potrebbe non essere immediatamente praticabile, mentre la sua efficacia in relazione al sito di intervento è largamente limitata.

La fototermolisi laser frazionata e la sua applicazione per il trattamento delle cicatrici rappresentano per molti pazienti una svolta nel restauro funzionale ed estetico. Inoltre, la combinazione delle varie metodiche di trattamento chirurgico con la laserterapia offre un miglioramento duraturo della cicatrice con una riduzione della tendenza a ricorrenza. Il miglioramento può influenzare la consistenza della pelle a livello del risultato, colore, spessore, fino a un aumento significativo della funzionalità con un aumento del raggio di movimento  derivante dall’allentamento fotomeccanico della cicatrice . Questo è accompagnato da un alleviamento di sintomi come prurito e bruciore, che spesso regrediscono con i primi trattamenti laser ablativi.

La tensione a livello della cicatrice, soprattutto con cicatrici da ustione, è uno dei fattori che maggiormente contribuiscono allo sviluppo dell’ipertrofia. Se la contrazione è significativa e viene rilevata l’ipertrofia, vi è l’indicazione di rilasciare chirurgicamente la tensione. L’uso di tecniche chirurgiche in connessione con innesti cutanei spesso evita la rimozione della cicatrice. Questo è un vantaggio significativo soprattutto nei luoghi in cui la mancanza di tessuti molli rende problematica questa soluzione. La combinazione della correzione chirurgica della cicatrice con la riabilitazione indotta dal laser aiuta a ridurre la necessità di escissione e, in casi selezionati, di trapianto, per evitare morbilità nel sito donatore e per dare alla zona trattata un aspetto più naturale.